Strumenti e metodi per la Continuità Operativa ed il Disaster Recovery

Titolare della Metodologia: Consiglio Regionale del Piemonte

Cos’è?
Gli strumenti e i metodi di analisi utilizzati per la definizione del Piano di Continuità Operativa e del Disaster Recovery, intesi come know how tecnologico ed organizzativo, sono resi disponibili ad ogni Ente che debba ottemperare alla normativa in merito alla continuità del servizio (nuovo Codice Amministrazione Digitale), anche per la realizzazione dell’outsourcing dei propri sistemi informativi

A cosa serve?
La Continuità Operativa per la Pubblica Amministrazione rappresenta un’opportunità in quanto:
• Costituisce una componente essenziale dell’e-governement;
• Consente agli Enti l’erogazione dei propri servizi con modalità sicure e affidabili;
• Rappresenta un’occasione di analisi e miglioramento nella definizione e gestione delle infrastrutture ICT.

La Continuità Operativa, che estende la sua sfera di interesse alle tematiche più generali di natura organizzativa, considera gli strumenti tecnologici ICT impiegati nei procedimenti amministrativi come strumenti essenziali per l’erogazione dei servizi. Gli strumenti e i metodi di analisi utilizzati per la definizione del Piano di Continuità Operativa e del Disaster Recovery, intesi come know how tecnologico ed organizzativo, sono resi disponibili ad ogni Ente che debba ottemperare alla normativa in merito alla continuità del servizio (nuovo Codice Amministrazione Digitale), anche per la realizzazione dell’outsourcing dei propri sistemi informativi

Quali adempimenti normativi assolve?
Per la Pubblica Amministrazione la Continuità Operativa è un dovere perché:
• E’ tenuta ad assicurare la continuità dei propri servizi per garantire il corretto svolgimento delle funzioni pubbliche ed il diritto dei cittadini ad accedere ai servizi pubblici per via telematica (art. 3, D.lgs. 82/2005, “Codice dell’Amministrazione Digitale”);
• L’Art. 97 della Costituzione ed il principio di buon andamento dell'amministrazione devono essere garantiti anche se si utilizzano tecnologie ICT a supporto dei procedimenti;
• La normativa in merito alla Continuità Operativa per gli Enti della PA all’interno del nuovo CAD ( art. 50-bis del Dlgs 30 dicembre 2010 , n. 235 - Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 ), ed in particolare le “Linee guida per il Disaster Recovery della PA” emesse dall’Agenzia per l’Italia Digitale, impongono l’adozione da parte degli Enti di un Piano di Disaster Recovery in grado di salvaguardare i servizi erogati mediante specifiche infrastrutture ICT.

È un’applicazione soggetta a vincoli?
No, nessun vincolo.

Chi sono gli utilizzatori finali?
Enti appartenenti alla Pubblica Amministrazione piemontese.

Chi può riusare questa soluzione?
Le Pubbliche Amministrazioni

Chi utilizza già questo software?
Le pratiche tecniche ed organizzative descritte sono state utilizzate, a livelli diversi, da Enti appartenenti alla Pubblica Amministrazione piemontese, tra i quali: Consiglio Regionale del Piemonte Regione Piemonte Università di Torino Università del Piemonte Orientale Provincia di Torino, Provincia di Vercelli Comune di Torino, Comune di Pinerolo, Comune di Alessandria, Comune di Nichelino, Comune di Rivalta, Comune di Galliate ARPEA Azienda Ospedaliera Città della Salute

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descrizione

Gli strumenti e i metodi di analisi utilizzati per la definizione del Piano di Continuità Operativa e del Disaster Recovery, intesi come know how tecnologico ed organizzativo, sono resi disponibili ad ogni Ente che debba ottemperare alla normativa in merito alla continuità del servizio (nuovo Codice Amministrazione Digitale), anche per la realizzazione dell’outsourcing dei propri sistemi informativi

 

contesto

Per la Pubblica Amministrazione la Continuità Operativa è un dovere perché:

·       E’ tenuta ad assicurare la continuità dei propri servizi per garantire il corretto svolgimento delle funzioni pubbliche ed il diritto dei cittadini ad accedere ai servizi pubblici per via telematica (art. 3, D.lgs. 82/2005, “Codice dell’Amministrazione Digitale”);

·       L’Art. 97 della Costituzione ed il principio di buon andamento dell'amministrazione devono essere garantiti anche se si utilizzano tecnologie ICT a supporto dei procedimenti;

·       La normativa in merito alla Continuità Operativa per gli Enti della PA all’interno del nuovo CAD ( art. 50-bis del Dlgs 30 dicembre 2010 , n. 235 - Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 ), ed in particolare le “Linee guida per il Disaster Recovery della PA” emesse dall’Agenzia per l’Italia Digitale, impongono l’adozione da parte degli Enti di un Piano di Disaster Recovery in grado di salvaguardare i servizi erogati mediante specifiche infrastrutture ICT.

La Continuità Operativa per la Pubblica Amministrazione rappresenta inoltre un’opportunità in quanto:

·       Costituisce una componente essenziale dell’e-governement;

·       Consente  agli Enti l’erogazione dei propri servizi con modalità sicure e affidabili;

·       Rappresenta un’occasione di analisi e miglioramento nella definizione e gestione delle infrastrutture ICT.

La Continuità Operativa, che estende la sua sfera di interesse alle tematiche più generali di natura organizzativa, considera gli strumenti tecnologici ICT impiegati nei procedimenti amministrativi come strumenti essenziali per l’erogazione dei servizi.

 

servizi


E' possibile utilizzare e condividere infrastrutture esistenti per la realizzazione di un CED secondario per Disaster Recovery

Disponibilità di spazi fisici attrezzati nel CED secondario per ospitare apparati server o di altra natura, dedicati a

-Enti che non hanno un proprio CED ed intendono utilizzare l’infrastruttura del CED esterno per ospitare propri apparati
-Enti che pur avendo un proprio CED, si affidano al Consorzio per disporre del sito secondario a supporto del Piano di Disaster Recovery

Servizio di Disaster Recovery di piattaforme virtuali

Replica di piattaforme virtuali per Enti che dispongono di una infrastruttura di virtualizzazione VMware vSphere, HyperV, Xen Server, destinato a Enti che erogano i propri servizi mediante un’infrastruttura ICT all’interno di un CED di proprietà ovvero a Enti che, non disponendo di infrastrutture proprie, erogano i servizi avvalendosi di contratti di outsourcing con un fornitore esterno.

Servizio di Disaster Recovery di piattaforme fisiche

Replica dei dati e delle applicazioni nel Data Center secondario, per Enti che dispongono di una o più infrastrutture fisiche, di proprietà o nella disponibilità contrattuale, con le quali erogano i servizi.

 

destinatari


Le pratiche tecniche ed organizzative descritte sono state utilizzate, a livelli diversi, da Enti appartenenti alla Pubblica Amministrazione piemontese, tra i quali:
Consiglio Regionale del Piemonte
Regione Piemonte
Università di Torino
Università del Piemonte Orientale
Provincia di Torino, Provincia di Vercelli
Comune di Torino, Comune di Pinerolo,
Comune di Alessandria,
Comune di Nichelino,
Comune di Rivalta,
Comune di Galliate
ARPEA
Azienda Ospedaliera Città della Salute

 

struttura

benefici

L'attuazione della normativa introdotta dal CAD, può diventare per le amministrazioni un’opportunità per il miglioramento dell'efficienza complessiva e del funzionamento dell’Ente.

Per ottenere risultati coerenti ed in linea con la normativa, occorre procedere con un approccio commisurato alle caratteristiche della specifica amministrazione e alle esigenze dei servizi erogati, e soprattutto utilizzare metodologie di riferimento che consentano di raggiungere gli obiettivi definiti nelle “Linee guida per il Disaster Recovery della PA”.

 

risultati

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